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Responsabile Operativo
I miti delle WSOP
Stu Ungar
Gli inizi al Gin Rummy
Nel 1963, all'età di 10 anni, vinse un torneo locale di gin rummy. In seguito alla morte del padre lasciò la scuola per giocare a tempo pieno, al fine di aiutare la madre e la sorella, e cominciò a vincere regolarmente vari tornei, che gli garantirono vincite superiori a 10.000 dollari. Sin dal 1976 era considerato uno dei più forti giocatori newyorkesi. Alla fine dovette lasciare New York, a causa dei debiti di gioco dovuti alle scommesse sulle corse: perdeva in scommesse più di quanto non guadagnasse con le carte. Andò prima a Miami e successivamente a Las Vegas, dove incontrò la ragazza che sarebbe diventata sua moglie. Lei aveva già un figlio, ed insieme ne avrebbero avuto un altro.
Uno dei motivi per cui Ungar concentrò la sua attenzione esclusivamente sul poker fu la sua esclusione dal giro del gin rummy a causa della sua reputazione: infliggeva pesanti sconfitte a chiunque lo sfidasse, incluso colui che all'epoca era riconosciuto come il più forte giocatore di gim rummy, tale Harry "Yonkie" Stein. Ungar sosterrà che Stein, dopo la pesante sconfitta subita in quella partita (giocata con elevati importi di denaro) sparì dal giro dei circoli di gin e smise di giocare a livello professionale.
Dopo aver battuto Stein ed altri giocatori professionisti, Ungar divenne un uomo segnato. Nessuno voleva più giocare con lui a gin rummy a causa della sua abilità palesemente superiore, senza considerare la sua incapacità di creare l'impressione che fosse possibile batterlo. Arrivò ad offrire ai suoi potenziali avversari handicap per poter rendere equo lo scontro.
Era noto per l'abitudine di lasciare che il suo avversario guardasse l'ultima carta sul tavolo, offrire sconti agli avversari sconfitti e di giocare ogni mano nella posizione del mazzante, tutte cose che avrebbero dovuto porlo in posizione di netto svantaggio, ma che non gli impedivano di riuscire comunque a prevalere.
Si racconta che un noto baro chiamò Ungar per sfidarlo ad un match di gin rummy. Stu sapeva bene che il suo avversario barava, ma accettò ugualmente la sfida. Durante il match Ungar aveva al suo fianco una guardia del corpo, mandatagli dai suoi finanziatori; era una misura necessaria, in quanto a quei tempi non era insolito che i guardaspalle di un giocatore perdente assalissero e uccidessero il vincitore per riprendere i soldi persi. La guardia del corpo di Ungar si accorse che l'avversario stava barando, e irritato dalla cosa chiamò Stu in disparte per dirglielo. Tutto ciò che Ungar rispose fu: "Lo so. Non preoccuparti. Lo batterò comunque". E infatti vinse anche quella partita.
Al tempo in cui Ungar si trasferì a Las Vegas il gin rummy era più giocato in forma di torneo che non di scontro testa a testa. Ungar vinse o finì nelle prime posizioni in così tanti tornei che molti casinò gli chiesero di non giocare più, in quanto molti giocatori dicevano che non si sarebbero iscritti se Ungar fosse stato tra i partecipanti. Successivamente Ungar, nella sua biografia, dirà che amava vedere i suoi avversari perdere lentamente il controllo durante una partita dopo essersi resi conto dell'impossibilità di vincere, e il fatto che lo guardassero con la disperazione negli occhi. Definiva questa cosa "Fucking beautiful" ("Fottutamente meravigliosa").
Sebbene attualmente tutti ricordino Stu come giocatore di poker, egli si considerava migliore come giocatore di gin rummy a tal punto da poter affermare: "Suppongo che un giorno qualcuno potrà essere un giocatore di no limit hold'em migliore di me. Ne dubito, ma potrebbe succedere. Ma, ve lo giuro, non vedo come qualcuno potrebbe mai giocare a gin rummy meglio di me".
Le partecipazioni alle WSOP
Nel 1980 si iscrisse alle World Series of Poker. Vinse l'evento principale (il torneo di Texas Hold'em) sconfiggendo la leggenda del poker Doyle Brunson e diventando il più giovane campione del mondo nella storia (record poi battuto nel 1989 da Phil Hellmuth). Ungar dimostrava un'età più giovane dei suoi ventisette anni e per questo motivo fu soprannominato "The Kid" (il ragazzino). L'anno successivo difese con successo il titolo, sconfiggendo Perry Green nel testa a testa finale.
Durante le World Series del 1992 Ungar si scontrò con Mansour Matloubi (vincitore nel 1990, quindi non certo un principiante) in un testa a testa di Texas Hold'em dal buy-in di 50.000 dollari. Dopo alcune mani uscirono le carte 3-3-7-K-Q. Matloubi bluffò, e andò all-in per 32.000 dollari. Stu fece rapidamente call, senza avere alcun punto in mano, ma un 10 come carta alta, e contemporaneamente disse a Matloubi che le sue carte erano 4 e 5 o 5 e 6. Matloubi girò le proprie carte, che erano un 4 e un 5. Ungar vinse la partita.
Intorno al 1986 Stu iniziò a far uso di droghe e il suo abuso arrivo al punto che, nelle World Series del 1990, per le quali era stato finanziato dall'amico e giocatore professionista di poker Billy Baxter, nel terzo giorno del torneo fu trovato privo di sensi sul pavimento della sua stanza di albergo, in seguito ad un'overdose. Ma i soldi vinti nei due giorni precedenti gli permisero comunque di classificarsi al nono posto, incassando 20.500 dollari.
Nel 1997, Ungar era fortemente indebitato, ma ancora una volta fu aiutato dal suo amico Billy Baxter, che gli prestò i 10.000 dollari di buy-in per le World Series of Poker. Su di lui erano palesi i danni fisici dovuti agli anni di dipendenza, soprattutto per le cavità nasali. Ma dimostrò anche che le sue capacità mentali erano rimaste invariate. Durante il torneo Stu tenne una foto della figlia Stefanie nel portafoglio, e la chiamò regolarmente per aggiornarla sui suoi risultati.
Ungar giocò l'ultima mano del torneo contro John Strzemp, un imprenditore di Las Vegas. Strzemp puntò molto forte, Ungar decise di controrilanciare andando all-in e Strzemp chiamò la puntata. Ungar aveva A-4, Strzemp A-8. Le prime quattro carte girate dal mazziere furono favorevoli a Strzemp: A-3-5 3; soltanto un 4 o un 2 avrebbero permesso ad Ungar di vincere la mano. L'ultima carta fu proprio un 2 che gli consentì di chiudere la scala.
Ungar vinse il torneo e si laureò primo giocatore della storia capace di vincere tre diverse edizioni delle World Series (John Moss, anche lui tre volte campione, vinse le sue prime World Series per votazione). Dopo la vittoria mostrò la foto della figlia alle telecamere, dedicandole la vittoria. Lui e Baxter divisero in parti uguali il milione di dollari vinto. In seguito al successo Ungar fu soprannominato "The Comeback Kid" (all'incirca "Il ragazzino ritornato"), a causa del lungo periodo (sedici anni) intercorso tra la vittoria del 1981 e questa.
Durante il torneo Ungar indossò un paio di occhialini rotondi blu cobalto che, secondo il suo co-biografo Peter Alson, dovevano nascondere che le sue narici fossero collassate a causa dell'abuso di cocaina. Si dice che Ungar avesse effettuato una rinoplastica per ridurre i danni al naso, ma che il ricominciare ad utilizzare cocaina abbia causato il definitivo collasso delle narici.
Tratto da Wikipedia
Ultima modifica di mamma51 : 07-04-2008 03:05 PM
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Doyle Brunson
Doyle Brunson
Nato nel Texas, gioca da oltre 50 anni ed è ritenuto il simbolo di questo sport. Nella sua lunghissima carriera può annoverare ben 10 braccialetti delle WSOP (World Series of Poker) tra cui anche 2 main event che gli sono valsi il titolo di Campione del Mondo.
Gli inizi
Fin da giovane Doyle mostra grande predisposizione per gli sport praticando la corsa, dove ottiene il record sul miglio alle scuole superiori, e giocando a basket, riuscendo ad essere nominato tra le migliori 5 promesse cestistiche dello stato del Texas. Dopo aver accettato l’offerta di iscrizione al college Hardin-Simmons, Brunson viene osservato dai Minneapolis Lakers (oggi Los Angeles Lakers) che si mostrano subito interessati a lui.
Purtroppo, un incidente sul lavoro provoca la rottura del ginocchio in due punti diversi e spezza la promettente carriera del giovane Doyle. Questi decide allora di dedicarsi completamente allo studio ottenendo in breve tempo la laurea. Una volta laureato, comunque, non è sicuro del passo successivo da fare. Vorrebbe insegnare ma non ha disponibilità economiche per permettersi questa attività. Comincia quindi a vendere macchinari, finché non inizia a giocare a poker dando sfogo ad una passione cominciata già alle scuole superiori. Una volta scoperta la propria propensione verso il poker, Brunson capisce che questa è la strada che lo porterà verso il successo
L'affermazione
Siamo a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 quando Doyle Brunson diventa un giocatore professionista ed in poco tempo ottiene grandi successi girando i tavoli degli stati del Texas, dell’Oklahoma e della Louisiana. Qui conosce alcuni grandi campioni del Texas Hold’em come Amarillo Slim e “Sailor” Roberts. Con l’introduzione del poker a Las Vegas, Doyle decide di trasferirsi lì.
A metà degli anni ’70 la carriera di Doyle Brunson conosce il suo apice grazie alle due vittorie al main event delle WSOP (1976 e 1977), che lo consacrano tra le leggende di questo gioco (solo altri 3 professionisti sono riusciti a vincere 2 edizioni consecutive delle WSOP), ed alla pubblicazione di un suo libro, il Super System, ritenuto ancora oggi per i giocatori di tutto il mondo una delle bibbie del poker.
Nel corso degli anni successivi Doyle Brunson ha continuato a vincere arrivando a 10 braccialetti delle WSOP e vincendo anche nel nuovo millennio grazie alle sue vittorie nel 2003 e nel 2005. Da ricordare anche la sua vittoria al World Poker Tour nell’evento “Legend of Poker” che gli ha fruttato più di 1 milione di dollari.
Ad oggi Doyle nelle competizioni ufficiali ha vinto più di 5 milioni di dollari. E’ inoltre uno dei primi 3, insieme a Gus Hansen e James Garner, ad entrare nella Poker Walk of Fame.
Doyle Brunson è soprannominato "Texas Dolly" a causa dell'errore del commentatore delle WSOP Jimmy Snyder che lo ha chiamato erroneamente così invece di "Texas Doyle", soprannome dato a Brunson per le sue origini.
Tratto da Wikipedia
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Amarillo SLim
Amarillo Slim
Amarillo Slim Preston è uno dei più famosi giocatori di poker professionisti. E' Grazie a lui che le World Series hanno avuto così grande successo, infatti dopo la sua vittoria alle WSOP del 1974 iniziò un Tour promozionale negli Stati Uniti, coronato da ben 11 partecipazini al Tonight Show.
Il suo vero nome è Thomas Austin Preston jr ed è nato a Johnson nell’Arkansas il 31 dicembre del 1928.
Dal 1970 (anno di inizio delle WSOP) ad oggi Amarillo Slim non ha mai saltato un'edizione del torneo ed è detentore di 4 braccialetti.
Nel 2002 si dovette accontentare del secondo posto all'evento Pot Limit Omaha, battuto dalla giovane promessa Phil Ivey.
Amarillo è diventato celebre anche e soprattutto per le sue famosissime frasi:
"Poker is a game of people... It's not the hand I hold, it's the people that I play with."
Il poker è un gioco di persone.. non importano le carte che hai ma le persone con cui giochi
"Look around the table. If you don't see a sucker, get up, because you're the sucker."
Guardati intorno al tavolo; se non trovi il pollo alzati, perchè vuol dire che il polo sei tu!!!
"Nobody is always a winner, and anybody who says he is, is either a liar or doesn't play poker."
Nessuno è sempre vincitore. E tutti quelli che lo affermano sono bugiardi o non giocano a poker
"They anticipate losing when they sit down and I try my darndest not to disappoint one of them."
Hanno iniziato ad essere perdenti nel momento in cui si sono seduti, e ho fatto di tutto per non deluderli
Ultima modifica di mamma51 : 10-04-2008 12:03 AM
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