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Doppia Coppia
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La Commissione Europea indaga sulla regolamentazione del gambling on-line negli USA
Non se la passano tutte benissimo le poker room del mondo internet; se da un lato Pokerstars e Full Tilt poker continuano a crescere, le altre hanno subito un duro colpo con l' esclusione dal mercato statunitense.
Remote Gambling Association, che ha sede a Londra e ragruppa 30 membri attivi nel Pokerstars settore dell'online-gambling. Ha deunciato il comportamento scorretto degli USA ed in particolare della Unlawful Internet Gambling Enforcement Act (UIGEA), che costrinse numerose compagnie di gaming europee a ritirarsi dal mercato americano. Tra le società parte della RGA si elencano Betfair, 888, PartyGaming, William Hill, Ladbrokes, Microgaming, Playtech, CryptoLogic ed alcune altre scietà europee. A Tal proposito la commissione europea ha aperto un inchiesta. Vi riporto la notizia ANSA GIOCO ONLINE: DENUNCIA RGA, LE PERDITE ECONOMICHE DELLE COMPAGNIE COMUNITARIE Significativo quindi l'impatto economico che subiscono le imprese comunitarie. L'RGA elenca: "una perdita di reddito di 3 Mrd USD per un anno finanziario negli Stati Uniti per le tre principali società dell'UE; una perdita dell'indice di borsa di più di 11 Mrd USD per le medesime società dopo l'adozione dell'UIGEA e del loro ritiro dal mercato statunitense; il pagamento di pesanti ammende in regolamenti con il Dipartimento della Giustizia americano; il riferimento all'impatto potenziale di eventuali sanzioni sulla capacità delle società di esercitare legalmente le loro attività in condizioni normali al di fuori degli Stati Uniti e le ripercussioni sui settori fornitori di servizi al settore del gioco d'azzardo, nonché sulle banche che offrono servizi di pagamento". E l'RGA, per dare ancora maggiore risalto ai contraccolpi che stanno accusando le compagnie europea, sottolinea l'importanza dell'industria comunitaria del gioco online. Ha infatti evidenziato alla Commissione che: "l'UE ha creato l'industria del gioco d'azzardo on line più avanzata del mondo ed è all'avanguardia rispetto agli Stati Uniti in questo settore. Molte delle società più importanti del mondo sono autorizzate nel Regno Unito, a Gibilterra, a Malta, in Irlanda e in Austria ed esercitano la loro attività da tali paesi. Importanti attività di back-office forniscono assistenza tecnologica, commerciale e un servizio clientela in Svezia, a Cipro, in Bulgaria e in Estonia". E sebbene non siano disponibili al momento delle statistiche esatte relative al settore del gioco online, si stima che dia lavoro a circa 15mila persone, "con una percentuale di impieghi di elevata competenza superiore a molte altre industrie". Inoltre l'RGA ha rilevato che "il settore del gioco d'azzardo on line ha un impatto economico indiretto significativo sugli altri settori dell'economia interessati alla fornitura delle infrastrutture necessarie ad un'attività on line (principalmente servizi finanziari, tecnologie dell'informazione e servizi professionali)". La procedura prevede che i soggetti interessati possano comunicare per iscritto le proprie osservazioni in materia. La Commissione ascolterà le parti che ne avranno fatto richiesta per iscritto, a condizione che si tratti di parti interessate direttamente dall'esito della procedura. Le richieste di audizione devono pervenire per iscritto alla Commissione, entro 30 giorni da oggi, all'indirizzo: Commissione Europea, Direzione generale del Commercio - Jean-François Brakeland, DG Commercio F.2 CHAR 9/74 B-1049 Brussels Fax (32-2) 299 32 64. La politica restrittiva degli Stati Uniti sul gioco online è stata oggetto di molteplici contestazioni. Il primo stato a cercare di difendere i propri diritti è stata la repubblica caraibica di Antigua e Barbuda, che in più occasioni ha deferito la questione al WTO. In almeno cinque occasioni tra il 2003 e il 2007 l'Organizzazione Mondiale del Commercio si è pronunciata contro le norme statunitensi, e ha dato ragione alla repubblica caraibica. A dicembre il WTO ha alla fine riconosciuto ad Antigua il diritto di applicare ritorsioni contro gli USA. In particolare potrà sospendere la tutela delle proprietà intellettuali per un ammontare complessivo di 21 milioni di dollari all'anno, cifra molto inferiore ai 3,4 miliardi di dollari chiesti dalla repubblica caraibica, ma anche molto più alta dei 500mila dollari offerti dagli States. Lo scorso settembre, nell'ultima fase della querelle, si sono aggiunti anche altri sei stati (Macao, India, Australia, Giappone, Canada, Costa Rica) e l'Unione Europea. Erano state avanzate complessivamente nei confronti degli USA richieste di risarcimento per 100 miliardi di dollari, una delle più grosse dispute presentate di fronte al WTO. In realtà tutte le controversie sono state risolte con accordi bilaterali a metà dicembre. Quello con l'Unione Europea prevede la creazione di opportunità commerciali in favore delle imprese comunitarie in vari settori, dalla Ricerca e Sviluppo fino ai servi postali, di testing, analisi e magazzino. Sebbene si sia raggiunto un accordo per la compensazione delle restrizioni finora sofferte dalle compagnie comunitarie, la questione non è stata ancora risolta in maniera definitiva. Gli USA infatti ancora non hanno modificato le leggi disciminatorie, e non hanno ancora revocato gli impegni GATS. |
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