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#1 (permalink) |
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Ace High
Data di registrazione: Apr 2008
Messaggi: 14
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il tranquillo poker del lunedì sera
Questo più che un racconto è uno sfogo....
Il tranquillo poker del lunedì sera “Se giri un asso o una donna il tuo cervello lo ritrovi sul vetro della finestra!”. Matteo non scherzava, nella serata gli avevano scoppiato già tre coppie, ora i suoi due 8 dovevano tenere, il Melzino aveva visto un all in da 12 euro con asso e donna suited, tutto sommato se la giocava quasi al 50 %. Luciano, con una Wilson Combat kz 45 tcp puntata alla tempia, era molto poco sereno e dentro di se stava stramaledicendo il Melzi che aveva deciso di vedere. Mano sinistra piantata in mezzo al tavolo, pistola alla tempia di Luciano e dito pronto a scattare. Luciano sta sudando freddo, brucia una carta e gira il river, una fottuta donna. Matteo osserva la donna, passano tre lunghissimi secondi, “Sei proprio uno stronzo”, BANG!!, e come promesso il cervello di Luciano schizza sul vetro della finestra dietro di lui. A quel punto Pippuzzo spazientito estrae dallo stivale il suo coltello da caccia e lo conficca sulla mano sinistra di Matteo inchiodandolo al tavolo. L’urlo di dolore non tarda a farsi sentire, ma Pippuzzo non contento rifila un sonoro schiaffo al povero Matteo intimandogli di stare zitto. “Porca troia, ti ho già detto di controllarti che i vicini poi rompono i coglioni! Settimana scorsa hai sparato a una gamba a Siman, che stranamente ha deciso di non venire più, e la volta prima hai fatto fuori Bellinvia, fai un’altra stronzata e ti faccio pentire di essere nato, se già non lo sei, stronzo!”. Matteo trattiene il dolore e si siede, intanto Carlo gli estrae il coltello dal dorso della mano. Il corpo di Luciano è ancora sulla sedia, testa, o almeno quello che rimane, rivoltata all’indietro, mani ancora sul tavolo; gli schizzi di sangue che di tanto in tanto zampillano fuori dalla tempia bucata danno a tutti la strana sensazione che ci sia ancora vita in un corpo morto. Marco è dealer, Fabio ultimo a parlare rilancia di 5 euro, Marco vede. Il flop è formato da: .Fabio punta 10 euro, Marco ha in mano un poker di 3, rilancia fino a 20; Fabio pensa un po’ e rilancia fino a 50, cioè i suoi resti. Marco non aspettava altro. Quando Marco vede le due donne di Fabio non può esimersi dal commentare “Ma come cazzo giochi, ma secondo te io non ho almeno un asso in mano! Minchia non capisci veramente un cazzo!!”. Fabio non la prende bene, ma aspetta di vedere turn e river. Marco contro ogni legge di probabilità gira le altre due donne che fanno chiudere un poker a Fabio, che imprudentemente inizia a sbeffeggiare il povero poliziotto. Marco si guarda intorno, vede che sotto la finestra, sopra i tamburi c’è il machete brasiliano che Pippuzzo ha appena portato dal Brasile, quale migliore occasione per testarlo! In una frazione di secondo la lama dell’ascia è piantata in mezzo agli occhi del povero Fabio, anche lui come Luciano cade sulla sedia con la testa riversa all’indietro, la bocca spalancata e l’espressione incredula, eppure avrebbe dovuto conoscere il suo amico Marco! A questo punto Pippuzzo è fuori di sé, imbraccia la sua Uzi, unico modello presente in Italia, e scarica addosso a Marco una ventina di colpi urlando come un dannato “Vi ho detto già mille volte di non fare casino cazzooooo!”. Il corpo di Marco prima di rovinare a terra sta qualche secondo in piedi, sostenuto dai proiettili che lo colpiscono a ripetizione, improvvisando così una specie di danza che non può fare a meno di rievocare nella testa dei giocatori ancora vivi la danza di Balù nel regno delle scimmie nell’indimenticabile “Il libro della jungla”. “Per stemperare un po’ la tensione proporrei un giro di omaha, che ne dite?” propone il Melzi. Pippuzzo e Matteo accolgono volentieri la proposta; Melzi è dealer, parla quindi per ultimo, rilancia il piatto, che ora è di 5 euro. Matteo rilancia del piatto, portandolo a 17 euro, Pippuzzo lascia, Melzi vede. Il flop è composto da: .Matteo punta il piatto, Melzi vede, il piatto è di 76 euro e 50 centesimi. Il turn: .Matteo va all in e Melzi lo segue, il piatto à 189 euro. Siamo allo show down, Matteo mostra con sicurezza due scartine e una coppia di assi neri. Il Melzi impassibile mostra solo le 2 carte che lo possono portare al punto vincente, un 2 e un 5 di cuori, se si gira un 4 di cuori chiude una scala reale vincente. Brucia una carta e gira il river .Il river è più bloody che ma, infatti in uno scatto d’ira Matteo pianta il coltello, che poco prima con tanta delicatezza Melzi gli aveva estratto dal dorso della mano, nella gola del povero dealer, la cui unica colpa era stata quella di servirsi una scala reale. Un rigolo di sangue esce dalla bocca del Melzi, che emette un gemito, e poi l’ultima parola della sua vita “bastardo!” Matteo guarda Pippuzzo imbarazzato, abbassa gli occhi, sa di avere esagerato, ancora una volta. Con estrema calma Pippuzzo imbraccia ancora il suo Uzi, “adesso chiedi scusa!” tuona. Matteo inizia a balbettare ”OK, hai ragione, ma non ti incazzare, ciò che è fatto è fatto, adesso vado a casa, mi faccio una camomilla per calmarmi i nervi, magari te ne fai una anche tu e amici come prima” “Non dire cazzate” e parte la seconda raffica di mitra della serata. I grumi di sangue sul tavolo verde stanno iniziando a condensarsi, lo spettacolo di quel tavolo da poker è ripugnante, pezzi di cervello mescolati in mezzo alle chip, carte impiastricciate dal sangue, odore acre di morte. Si alza stancamente, spossato si butta sul divano, si accende l’ultima sigaretta che gli era rimasta “se si va avanti così smetto di organizzare il poker del lunedì sera”. |
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