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Ace High
Data di registrazione: Apr 2008
Messaggi: 14
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poker maledetto (parte 1)
Ecco la prima parte del mio racconto, spero che i lettori si divertiranno a leggerlo come io mi sono divertito a scriverlo
Poker maledetto Ero sereno, felice e per la prima volta in vita mia ricco. Si sa che la ricchezza, come disse Einstein, è relativa, ma per me i settantamila euro ereditati da mia zia, più precisamente la sorella di mia nonna, volevano dire essere ricchi, almeno per un po'. Ovviamente la felicità e la serenità erano diretta conseguenza della salute del mio nuovo conto in banca, a parte questo nella mia vita non c'era assolutamente niente di nuovo; a conferma di quello che sto dicendo, appena uscito dallo studio del notaio che mi consegna l'assegno frutto della liquidazione dell'eredità, mi reco al circolo del poker. Non avevo detto a nessuno dell'eredità, non volevo scocciature di amici indebitati o conoscenti che avevano da propormi l'affare del secolo; quel gruzzolo me lo sarei goduto, ma non l'avrei sperperato. Avevo la fortuna di essere giocatore sicuramente con il vizio, ma ancora abbastanza lucido da saper rinunciare a qualche partita piuttosto che indebitarmi; quindi i settantamila avrebbero avuto me come unico destinatario. Appena arrivato incontro il Pelatino, uno dei soci storici del circolo, che dopo avermi guardato per una manciata di secondi mi esclama "come mai così raggiante che ti è successo?"; mi rabbuio in un microsecondo, lo guardo in cagnesco e gli abbaio contro un "ma che cazzo ti inventi!", stupito della mia reazione esagerata se ne va borbottando qualcosa, lo seguo con lo sguardo fino a che non sparisce dalla mia vista, vado in bagno, mi guardo allo specchio, penso "faccia da poker eh!", mi sciacquo la faccia e cerco di assumere l'espressione di sempre. Il Rosso mi chiama al suo tavolo per una partita di texas hold'em no limit con bui 5-10 euro. Non era rosso nè di pelo nè di pensiero, ma al casinò di Venezia aveva vinto alla roulette puntando 13 volte di fila sul rosso, almeno questo era quello che raccontava, con un certo orgoglio, a testimonianza della sua fortuna al gioco. A parte questo episodio, senza testimoni, era uno che raccontava con piacere i colpi di fortuna che aveva al tavolo, colpi, questi sì, che avevano vittime pronte a testimoniare. Mi avvicino, è un tavolo "pesante", il piatto medio è di 200 euro, non ci si può certo sedere con leggerezza e tanto meno con pochi soldi davanti; le tredicesime e le quattordicesime convertite in bui rilanci e controrilanci a quel tavolo non si contano. Penso alla povera zia defunta e alle conseguenze di quella perdita, "prendo cinque poste" sussurro guardando il dealer, mi siedo e mi sembra di vedere la poveretta che accenna una mezza capriola nella tomba. Focalizzo la mia attenzione sugli avversari; siamo in sette, alla mia sinistra Giuseppe, che appena mi vede mi lancia un saluto non troppo convinto, giocatore accorto, prudente, molto solido, poca fantasia, una delle persone più "regolari" che circolano nell' ambiente; tipico buon padre di famiglia con un' unica concessione allo svago personale, il poker. Benestante, ma perdere qualche migliaia di euro non gli è indifferente, non tanto per lui, ma perchè potrebbe voler dire rinunce per i figli o per la moglie, che, come si sa, sono quelle che pesano di più. Alla mia destra due giocatori saltuari, so poco di loro, non hanno problemi economici, o se ne hanno sono ben nascosti; amano giocare cifre "significative" e ora sono lì, che ha giudicare dalle facce sono sotto di quattro o cinque significativi mila euro. Alla sinistra di Giuseppe il Rosso, classico individuo a cui è meglio non dare le spalle, simpaticone, amicone, ma, ribadisco, mai dargli le spalle. Poi il ragazzo cinese, gran giocatore, molta statistica e molta tecnica, non si scompone mai di fronte a colpi di sfortuna perchè sa che giocando bene nel lungo periodo i soldi persi torneranno; anch'io una volta avevo questa convinzione, finchè qualcuno mi ha fatto notare che nel lungo periodo siamo tutti morti. E infine il nuovo, la figura è a dir poco inquietante, faccia rotonda, pizzetto appuntito e molto curato, senza baffi, occhi piccolissimi e quello sinistro completamente iniettato di sangue, labbra sottilissime, mi saluta e con una voce stridula si presenta "piacere, Asmodeo", sento Giuseppe che con un filo di voce sussurra "il maledetto". Per quello che posso vedere è o estremamente bravo o estremamente fortunato, o probabilmente entrambi; una stima approssimativa mi fa valutare che ha circa diecimila euro in chip davanti. A quel tavolo solitamente la posta con cui ci si siede è di mille euro, l'unico vincolo esistente è che non si possono comprare più poste di quante ne abbia il giocatore che in quel momento ne ha il maggior numero; a parte Asmodeo quello che è messo meglio è il cinese che ha circa tre mila euro davanti, il che vuol dire che i diecimila derivano almeno in buona parte da vincite. Il mio primo obiettivo è studiare il nuovo giocatore, che scopro essere stato portato al circolo dal Rosso, e questo già non è un buon inizio. Dalle mezze frasi, dall'atmosfera e da quel "maledetto" intuisco che quello che perde di più è Giuseppe, lo osservo bene, è nervoso, non è sereno, la cosa migliore che potrebbe fare è tornare a casa; si conta le chip, sono meno di mille, ne compra altri duemila. Il dealer distribuisce le carte, ho un asso e un dieci di picche, non sono grandi carte, ma ho già passato tre mani consecutive e ho voglia di giocare, vedo. Appena metto le chip nel piatto mi pento, so che è un errore giocare per impazienza, ed è un errore che un giocatore con un po' di esperienza non dovrebbe fare, mi sembra quasi di aver giocato contro la mia volontà; Giuseppe guarda le carte per qualche secondo, rilancia di 80 euro, otto volte l'apertura, sono stato punito, ho buttato via 10 euro. E' il turno di Asmodeo, studia il suo avversario, accenna un sorriso, "non mi sei sembrato molto convinto" e decide di vedere, gli altri giocatori passano tutti. Il dealer gira il flop: 5cuoriGiuseppe sembra avere ripreso fiducia in se stesso, punta 200, il piatto è di 375 euro. Asmodeo lo guarda, sorride, mette i duecento nel piatto e dice" forse il flop ti ha aiutato?". La titubanza nel puntare prima del flop da parte di Giuseppe non è sfuggita ad Asmodeo; è probabile che gli abbia letto una coppia bassa, mano difficile da giocare, non esiste una regola, si può passare e si può rilanciare, molto dipende dalla situazione psicologica di chi la deve giocare. A questo punto Asmodeo sa che il suo avversario ha in mano almeno una coppia, se non un tris, ma allora perchè ha coperto la puntata di 200 euro? Guardo Giuseppe, un sorriso forzato gli si stampa sul viso, decide di non replicare, ma il fastidio che prova è evidente. Il dealer gira la quarta carta, il turn: .Guardo alla mia destra, vedo l'amarezza e la delusione, ma li vedo in una persona ancora lucida, "check", parola al maledetto che senza pietà annuncia la sua puntata "1.000". Che fare! Vedo il poveretto che guarda i suoi due 5, era stato letto alla perfezione, ci sono parecchie possibilità che lui abbia il colore, non avrebbe avuto senso vedere la puntata precedente senza due carte di cuori in mano; però c'è da considerare la tranquillità con cui può giocare, può permettersi mosse estrose visto quello che sta vincendo, inoltre può sfruttare la debolezza psicologica ed economica degli avversari costringendoli sempre a giocare al limite. Se mette i 1.000 dovrà poi mettere tutto quello che ha davanti, non ha certezze a cui appigliarsi e le espressioni del suo avversario non danno nessun aiuto, chiude gli occhi, "all in". Asmodeo aggiunge i 1.000 scarsi per coprire la puntata e gira le sue carte, un Jack di cuori e un 10 di picche. Giuseppe vede le carte e gioisce, aveva avuto ragione, mostra orgoglioso il suo tris di 5. Asmodeo non si scompone, gli 8, i K e i tutte le carte di cuori sono vincenti . Il dealer gira la quinta e ultima carta, un baffuto e beffardo k di quadri sembra strizzare l'occhio ad Asmodeo, che chiude la sua scala. Giuseppe non crede ai suoi occhi, con la testa tra le mani sussurra "non è giusto!", dopo il turn aveva il 68% di probabilità di vincere; aveva tentennato sulla prima puntata ed era stato punito. il seguito mercoledi prossimo Ultima modifica di mysterion : 12-06-2008 11:05 PM. |
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#10 (permalink) |
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Ace High
Data di registrazione: Apr 2008
Messaggi: 14
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grazie dell'accoglienza
Intanto grazie a mamma 51 per l'assistenza e per avermi fatto aprire il blog.
Poi grazie ai lettori per l'interesse e l'incoraggiamento. Rassicuro tutti, non è autobiografico, comunque penso che in c erte situazioni tutti noi giocatori ci siamo trovati.. e non sono cose belle! Spero che il seguito del racconto sia all'altezza delle vostre aspettative e che lo siano anche gli altri racconti che metterò sul blog in seguito. Ciao e grazie ancora Mysterius |
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