Heyyyyyyyyy colleghi ludici!!!!!!!!!!!!!
Un piccolo resoconto da chi è appena arrivato dalla Sin City.
Viaggio.
Sappiamo....per arrivare lì ci vogliono le solite 18-22 ore....Con lo scalo a New York le cose diventano anche più lunghe e laboriose (gironzolamenti aerei attorno all'aeroporto JFK visto il traffico insormontabile e applauso liberatorio finale al landing effettuato). All'immigration point l'incubo che ritorna (vedi il mio post sulle WSOP 200. Poiché probabilmente sono già stato "registrato" come "portatore di troppi dollari..." ecco altre due soste per baggage check e controlli vari. Un pò di brivido (negli usa non si sa mai..) ma, ovviamente, tutto a posto. Ho dichiarato anche i cents che avevo. Fino all'ultimo.
Un fastidiosissimo stop over di oltre 6 ore e mezza (l'unica volta che l'aereo era arrivato in comodissimo anticipo...) e via per Las Vegas.
Nota: in aeroporto, a NY, per mangiare un hamburger, un panino, due banane e due caffé spesi 27 dollari........un bel big blind immolato.....La prossima volta mi porto due bei paninazzi, sperando che non vengano confiscati al check point (non si può portare cibo di quel tipo...)
A 10 minuti dall'atterraggio, la solita incommensurabile, fantastica, scintillante immagine di LV dall'alto. Un pò di "rough air" e torno ad attaccarmi saldamente ai braccioli. Gli atterraggi a LV spesso sono fonte di dondolii minacciosi, visto il forte vento che talvolta soffia nel mohavi desert.
Tutto bene, un classico "finalmente a casa"detto a mia moglie Rita e un graditissimo anticipo di mezzora sui tempi previsti.
Manca un passo.
Il baggage claim che in un paio divolte ci ha creato problemi. Incredibilmente vediamo le nostre tre valigie (eh eh 3!) fra le prime; raccattiamo e andiamo a prendere il taxi. Subito, il solito efficentissimo sistema americano, perlomeno di vegas. In un minuto ci caricano su un taxi dove il tassista ridendo (viste le 3 grandi valigie) ci dice "are you moving here?" (state traslocando qui?)
Non rispondiamo, ma il nostro pensiero pone per un deciso "yeahhh, hopefully".
Arriviamo al nostro hotel (South Point) in un battibaleno, grazie anche agli 85 miglia all'ora del guidatore (velocità massima= 65).
Pochissimi minuti per sbrigare le formalità di check-in e via a dormire.
L'Hotel.
Il South Point (a sud dello Strip, circa 8 Km) è un hotel molto bello e confortevole. Le camere sono enormi e offrono tutti i comfort (cassaforte, TV al plasma, macchinetta per il caffé, etc, etc). Calcolando il prezzo (circa $80 a notte in media) direi che senza dubbio è l'hotel migliore per rapporto qualità/prezzo. Inoltre è pulitissimo, cosa che non guasta.
In un corridoio delle dimensioni di 3 campi da calcio allineati, scorgo una statua famigliare: trattasi del mitico Benny Binion a cavallo. Poi realizzo che è proprio la scultura che c'era dietro il Binion Horseshoe, probabilmente rimossa e spostata lì.
La tocco e ritocco più volte (ogni volta che passo di lì), mi faccio fare un pò di foto (una la inserirò in KL 2): magari porta bene!!!!
Las Vegas.
Alle 6 di mattina siamo in piedi, come al solito. E' molto difficile assoribire il jet lag e non avendo ancora noleggiato una macchina, ci spostiamo fuori in attesa del bus. Mezzoretta di attesa e arriva il 117. Saliamo ma non abbiamo i 14 dollari richiesti giusti ( $7 + $7): detto in sintesi, nei bus di Lv devi avere l'esatto importo in dollari altrimenti resti giù (o perdi la differenza, nel nostro caso, 6 dollari). Rientro in hotel, cambio in piccolo taglio e risaliamo sul prossimo bus: adesso ci chiedono 4 dollari a testa. BOH!
Comunque sia, saliamo, e il bus fa un giro da "Scherzi a parte": ritorna negli stessi punti un paio di volte, poi finalmente (dopo un oretta) arriviamo al New York New York dove riusciamo a noleggiare una macchina.
Lo strip di Las Vegas sta cambiando e non sono sicuro stia cambiando in meglio. Qua e là sorgono numerosi mega grattacieli, tutti uguali, con finestroni a specchio. Fra questi, sorge imponente il "City Center", mega complesso a ridosso del Bellagio. La classica struttura "multi tema", tipica di LV, sembra soccombere di fronte ad uno skyline tipico più di New York che della Sin City anni '90. Parlando con alcuni vegasiani, si avvertiva una sensazione generale di simil sconforto.
Non molta gente in giro, sicuramente la crisi ha colpito anche qui. Il tassista parlava di un calo del 20%. A nostro avviso (personalissimo), in un anno sembrano mancare molte più persone.
Come sempre, comunque, nei weekends la città viene presa d'assalto e si riempe di giovanottoni californiani super abbronzati, gente con la cronica presenza di una birra in mano e giovincelle sorridenti con mini abiti copri inguine (moda di recente acquisizione, almeno per le mie osservazioni)
Le macchine della polizia sono decisamente aumentate e questa è una novità. Automobilisti beccati ovunque; pare che la policy per i limiti di velocità e per gli ubriachi sia stata decisamente rinforzata (Layne Flack ne sa qualcosa, come sapete).
Il clima è come al solito stupendo. Secchissimo e caldo (32-34 gradi). Sentendo i parenti in Italia parlare di freddo e pioggia, ci sentiamo decisamente sollevati. Una cosa apprezzabile è che la differenza fra interno degli hotel-casinò e esterno non è così devastante come in giugno-luglio.
Poiché questo viaggio era indirizzato quasi esclusivamente all'acquisto di una casa, non ho girato molti casinò ma nel compenso sono diventato un super esperto di affari immobiliari e di zone della città (avevo portato il navigatore ma non è quasi mai servito..)
Comperare una casa negli USA non è cosa facile come sembra, perlomeno nei range di prezzo che abbiamo stabilito.
Le case sono molto spaziose e confortevoli ma i prezzi hanno subito un aumento nell'ultimo mese (ovvio...arrivavo io...)
Shopping.
Quando sento parlare di buoni affari in quel di New York mi viene da ridere.
A LV puoi trovare un paio di scarpe Adidas da 120 euro per $14,99. Gli outlet sono sempre più numerosi e ci sono abiti anche di marche ultra prestigiose a prezzi ultra stracciati. L'unico problema è quello di dover girare e rigirare; ma per un turista la cosa non risulta sgradita, specialmente a LV, dove tutto cambia in un millisecondo.
Per i libri di poker (uh, mi manca qualche libro?) c'è l'impossibile e ho immolato 15 dollaruzzi per un libro nuovo di omaha pot.
Casinò.
Siamo andati all'Encore che a giugno 2008 era in costruzione. Si tratta della seconda parte del Wynn; molto lusso (stile americano, cmq) ma nulla che possa interessare un pokerista. La poker room qui fa riferimento al Wynn cui si accede tramite un corridoio chiamato "Esplanade". Qui un paio di scarpe costa in media $1200 per cui shiftiamo veloci verso la poker room per dare un'occhiata.
Molta meno azione rispetto a giugno 2008 (ovviamente); molti tavoli no limit di $1-$3, un omaha high low $10-$20, un omaha pot con blind $10-$20 e un succoso e imprevisto seven card stud high da $40-$80. Peccato non giocare, ma non è il viaggio giusto.
Venetian: stesse considerazioni viste per il Wynn, ma non ci sono giochi "alternativi".
Bellagio. Siamo andati di sabato sera, per cui ressa spaventosa (a differenza di molti altri casinò minori).
La poker room presentava buona azione ma non eccessiva. Nella mitica sala di Baldwin (quella dove si gioca la partita più alta del mondo) faceva spicco una partita 3-handed fra Doyle Brunson, Phil Ivey e un terzo giocatore che non ho riconosciuto (mancava il quarto.....peccato non avere il tempo per giocare...)
La mia attenzione si focalizzava su una fantastica partita di mixed game da $50-$100, con tre giocatori che normalmente riesco a battere al Rio durante le WSOP. Insomma, tre giocatori battibili e altri quattro che non ho mai visto ma che non parevano essere irresistibili (ho guardato alcune mani, troppo complesse da descrivere qui). La partita prevedeva hold'em limit, 2-7 triple draw, 7 card stud H/L, razz e omaha H/L. Mi ero ripromesso di tornare per giocare, ma non ero nelle condizoni psico-fisiche ottimali per affrontare una partita del genere. Comunque, so che una partita carina c'è.
WSOP: il nulla cosmico. Nulla che potesse far pensare agli imminenti Campionati del Mondo. Pensavo a qualche satellite ma non ne ho visto alcuno. Probabilmente li organizzavano al Rio, casinò che non ho visitato.
Gioco.
Ho giocato solamente al South Point di sera (le mie sedute erano mascherate a mia moglie con un "non ho sonno, vado a giochicchiare un'oretta").
La poker room offriva 7-8 tavoli attivi ma solamente due tipi di gioco: hold'em limit $2-$4 e hold'em no limit $1-$2. Secondo voi cosa ho giocato?
Beh, per farla breve, nelle mie sette sedute pokeristiche ho giocato il mio miglior poker che abbia mai giocato. Talmente brillante che ho quasi deciso di abbozzare un libro sul cash no limit (cosa che ho sempre rifiutato di fare per molti motivi).
Slowplay, trapping, aggressività scelta, bluff, fold incredibili (giusti), letture perfette, call con mani impensabili.
Ho giocato talmente bene che alcuni giocatori appena mi sedevo al tavolo se ne andavano o si spostavano alla mia sx, potendolo fare.
La prima sera pensavo di essere in un film. Ho visto una marea di pocket pairs che sfociavano invariabilmente in un set sul flop e con board assolutamente non minacciosi. Il problema è che nessuno aveva una mano con cui giocare e ho vinto poco.
Le altre sere invece ho sfruttato al massimo i punti ricevuti e sono riuscito a a vincere avvalendomi di letture incredibili.
Ok, vi chiederete: "ma il livello medio dei giocatori"?
E qui viene il bello.
Il South Point è il classico casinò che raccoglie molti locali (quindi, in media, piuttosto abili e pensanti) e molti pollastri.
Una miscela stupenda.
Sono riuscito a miscelare le giocate sfruttando questo e quello.
Anni luce dai tavoli cash di Venezia dove non riuscivo ad avere un indizio che fosse uno, soprattutto contro giocatori orribili ma iper-aggressivi (e fortunelli).
Quando ho iniziato a giocare il cash no limit negli USA (nel 2002), ho inanellato una serie di vittorie consecutive allucinanti, ma questo era dovuto non alle mie capacità, bensì alla debolezza e inesperienza degli americani.
Adesso, con una valutazione attenta, si può riuscire a sfruttare abilità e debolezza altrui a proprio vantaggio. Non è una novità che i giocatori italiani in genere riescano ad avere la meglio nei tavoli no limit (low) LIVE americani.
Il concetto è molto semplice (uno dei tanti): i giocatori americani migliori, una volta valutata l'eventuale capacità di un giocatore e la sua eventuale aggressività, tendono a rimanere fuori dal gioco, volendo rischiare il bankroll contro i giocatori più scarsi.
E' un concetto fondamentale (e banale) per i professionisti (e per i torneisti) e bisogna trarne vantaggio.
Un altro aspetto molto importante è che in queste partite low no limit, alcuni giocatori entrano in gioco con il minimo consentito e spesso escono dal gioco una volta perso il bankroll.
Un altro è il relativo rispetto che hanno gli avversari sulle nostre puntate, cosa sconosciuta in Italia. Pensate che sono stato catalogato come "giocatore tight". LOL!!!
Inoltre, bisogna sempre osservare quello che fanno i giocatori migliori e acquisire nuovi bagagli strategici. (per esempio, ho visto fare sul river un check-raise da penultimo di mano, con una mano molto distante dai nuts ma che poi è risultata vincente). Bello il fatto che il gioco è velocissimo, cosa che privilegia i migliori.
Ho registrato alcune delle mani che ho giocato (e un paio di quelle dei giocatori migliori) e mi riprometto di postarle.
La tentazione di andare a giocare il "mio" mixed game era molto forte, ma perché non rimanere in acque più calme, sapendo di avere un vantaggio superiore e, soprattutto, di avere un rischio di perdita molto molto più ridotto?
Alzandomi dal tavolo, la quarta serata ho visto un pannello alla parete con alcune firme; guardo meglio e leggo "Doyle Brunson, Daniel Negreanu, etc, etc". Sotto la scritta "High stakes poker".
WOW! In un millisecondo mi ricordo che il South Point è il casinò che ospita la famosissima trasmissione "High Stakes Poker".
Uscendo, chiedo lumi ad un impiegato, chiedendo dove giocano. Mi risponde che sono delle suites dell'hotel che cambiano in continuazione. Una di queste è una suite molto vicina alla mia camera.
Urca, dormivo in prossimità dove hanno giocato i migliori del mondo per cifre impensabili e in un hotel dove spicca la scultura di Benny Binion, il fondatore delle WSOP. In più ho vinto in tutte le sedute che ho giocato.
Cosa chiedere di più?
Ciaooo
Trevix


400 euro su Snai Poker
200 euro su Betpro Poker
400 euro su Party Poker
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. Poiché probabilmente sono già stato "registrato" come "portatore di troppi dollari..." ecco altre due soste per baggage check e controlli vari. Un pò di brivido (negli usa non si sa mai..) ma, ovviamente, tutto a posto. Ho dichiarato anche i cents che avevo. Fino all'ultimo.
)
Rispondi quotando
Stai nell'albergo degli high stakes poker e manco te ne eri accorto!!!


"[Liv Boeree]