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Ace High
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Strozzini (seconda parte)
Lo strozzino lo conoscevo, era soprannominato Jak, come l’associazione danese che concede prestiti senza farsi pagare gli interessi, era uno ironico e sapeva stare allo scherzo.
Uomo vecchio stampo, resisteva nel giro da più di vent’anni, ho sempre pensato che il segreto del suo successo fosse la sua moderazione, in un ambiente dove il più delle volte la violenza e l’avidità la fanno da padrona, il senso della misura e un minimo di comprensione possono fare la differenza. Operando in questo modo aveva ridotto al minimo i nemici e si era fatto un nome, certo, non regalava niente e aveva i suoi “esattori” pronti ad alzare la voce nel caso di mancato pagamento, ma era sua convinzione che chi chiede soldi in prestito poi fa di tutto per restituirli perché in fondo chi chiede è una persona con senso del dovere, chi ha bisogno e non chiede di solito ruba.
E' al tavolo non per vincere, ma per trovare clienti. Oltre a Jak ci sono due professionisti, uno soprannominato Gustav, gli piaceva farsi chiamare così per richiamare alla mente degli avversari il grande Gus Hansen, uno dei più forti giocatori viventi di texas hold’em; l’altro lo chiamavano runner-runner, la sua fortuna nel chiudere i punti con l’aiuto del turn e del river era proverbiale.
Dove ci sono professionisti, non si capisce come mai, c’è sempre anche “pollame”, gente piena di soldi che sente il bisogno fisico di regalarne un po’ a furbacchioni che grazie a loro possono permettersi di non lavorare. Al tavolo ce n’erano un paio, un avvocato membro di uno dei più importanti studi penalisti della città, che per fortuna non mi riconobbe, il travestimento con barba finta, occhiali e capelli rossi stava funzionando, e un medico specializzato in protesi mammarie, entrambi i settori erano immuni da crisi, quindi il denaro per loro circolava sempre.
I due personaggi per me più interessanti erano un ragazzo sulla trentina, classico bellimbusto palestrato, mai visto prima e sconosciuto ai miei informatori, e una donna, anche lei sulla trentina, ma al contrario del ragazzo non aveva niente dell’adolescente, affascinante, sicura di sé, raffinata, intrigante, era piuttosto facile innamorarsi di una così.
Inizia il gioco, in meno di tre giri il medico è già sotto di un paio di mastoplastiche, circa 15 mila euro, ha cercato un bluff contro Gustav e non ha creduto a un poker fatto al river da runner runner.
Fino ad ora ho perso solo i bui, parlo prima del dealer, che in questo momento è la donna, ho in mano un asso di cuori e un dieci di picche, decido di prendere l’iniziativa e rilancio fino a 1.000, la donna mi guarda, pensa qualche secondo e rilancia fino a 4.000, il ragazzo, grande buio, decide di vedere, non ho scelto un bel momento per entrare nel piatto, ne prendo atto e mestamente butto le mie carte.
Al flop scendono
Il ragazzo punta 8 mila, la ragazza folda.
Ovviamente il mio primo pensiero è alle carte che ho passato; a occhio e croce quel flop avrebbe potuto fruttarmi parecchio, ma poi mi chiedo, che carte avevano in mano i due giovani per giocare così, forse la ragazza una coppia, magari di jack e il ragazzo un asso accompagnato da un re, di sicuro la posizione mi ha penalizzato parecchio.
La serata continua secondo i binari consueti, Jak e io abbiamo più o meno gli stessi soldi che avevamo davanti all’inizio, il pollame ha già versato circa 90 mila euro in contanti nelle tasche dei professionisti e del ragazzo, che sta dimostrando di essere un bel giocatore, la donna è sotto di parecchio, è nervosa e sembra subire la personalità del ragazzo, tutti i piatti più importanti li ha persi con lui.
La maggior parte di questi sono stati persi senza arrivare a mostrare le carte, le volte che si è arrivati al river il ragazzo aveva sempre un punto superiore già al flop e la ragazza non aveva migliorato la sua mano.
Dopo l’ennesimo piatto vinto dal ragazzo, e ancora una volta ai danni della donna, la poveretta con l’espressione sconvolta chiede il permesso di alzarsi dal tavolo per qualche minuto, ne approfittiamo tutti per fare una pausa. Noto che la donna parla in modo animato con uno degli scagnozzi di Jak, dopo qualche secondo si chiudono in una stanza, suona un cellulare, è quello dello strozzino, guarda da chi arriva la chiamata, e si dirige verso la porta della stanza dove dentro lo aspettavano il suo gorilla e la donna.
Passa qualche minuto, la ragazza esce, il volto pare più rasserenato, si dirige con passo spedito verso il capo sala con l’intento di comprare altre chip. Quello che è successo non ha bisogno di particolari doti interpretative per essere capito anche da un non-poliziotto. La ragazza entra di diritto tra i soggetti da seguire per la mia indagine.
Il gioco prosegue, ma il copione non è cambiato, i due professionisti del poker prendono i soldi ai due professionisti, e la donna continua a rimpinguare le già gonfie tasche del ragazzo; ora però osservo con più attenzione le mosse della donna, butta via un sacco di soldi in rilanci disperati che vengono regolarmente controrilanciati dal ragazzo, raggiungendo così l’unico risultato di ridurre a uno scontro a due le mani, mani in cui il ragazzo risulta sempre vincente.
Questo schema si è ripetuto diverse volte, una strana idea inizia a frullarmi per la testa.
Giro le mie carte e trovo una coppia di otto, la prima coppia della serata, sono bottone, la posizione migliore, devo far fruttare questa mano, almeno il capo sarà contento!
La donna, prima a parlare dopo i bui, rilancia fino a 500, il chirurgo vede, il ragazzo rilancia fino a tre mila, poi si gira preoccupato verso Gus, che passa. Non mi faccio intimorire, penso che la donna e il ragazzo siano d’accordo, l’idea che mi sono fatto è questa: la donna perde col ragazzo, chiede i soldi allo strozzino e quando deve pagare manda il ragazzo, il povero strozzino si aspetta una donna bella e affascinante, la riceve sereno a casa senza scagnozzi, nella speranza che ci si possa accordare, magari per un pagamento in natura. Invece della bella donna lo strozzino si trova davanti un pezzo di marcantonio, che con tutta comodità entra, massacra l’usuraio, mette l’agendina in bella vista e se ne va.
Sono sempre più sicuro che i due giocano in società, per cui senza indugi rilancio di altri tre mila euro, i bui passano, tocca alla donna, nella sua faccia leggo un’espressione di fastidio, mi guarda con aria di sfida, le paure mostrate contro il ragazzo, si sono sospettosamente dileguiate contro di me, questo avvalora la mia ipotesi!
Vedo che lancia un occhiata al ragazzo, incrociano lo sguardo, entrambi coprono il mio rilancio. Ricostruisco nella mia mente le mani passate, mi è chiaro come il loro obiettivo sia evitare Gus e Runner Runner, con quei due fuori gioco, diventa facile far passare gli altri con rilanci e contro rilanci, non giocano con le carte, giocano la posizione, quando la donna pensa di avere un punto inferiore al ragazzo vede, altrimenti passa; sì deve essere così! E’ lei la professionista di poker, il ragazzo non fa altro che seguire le sue mosse.
Il dealer gira il flop:
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La donna punta sei mila euro, il ragazzo vede, io ho davanti dodici mila, non ho cuori in mano e ci sono tre carte superiori alla mia coppia, non posso buttare così i soldi dei contribuenti, passo.
Si gira il turn
La donna punta 10 mila, circa un terzo di quello che ha davanti, il ragazzo vede.
Il river
La donna non punta, il ragazzo punta 20 mila, tutto quello che ha la donna davanti.
Quello che si può dedurre per come sono andate le cose è che la donna avesse un buon punto in mano, magari una coppia e che il ragazzo abbia legato un colore, costringendo la donna a buttare la mano. Questo se non ci fosse nessun accordo tra i due, ma l'accordo c'è, devo avere le prove! .La donna pensa a lungo, dopo circa un minuto decide di buttare le carte, se ho ragione io in quelle carte c'è un punto vincente.
Le carte gettate atterrano in mezzo al tavolo, il ragazzo si protende verso le chip che gli spettano per la vittoria, con uno scatto metto la mano sulle carte appena buttate dalla donna, la guardo. Mi guarda con gli occhi di una che ha appena visto un marziano nel suo giardino “Ehi cosa fa, quelle sono le mie carte e nessuno può vederle, dealer dica qualche cosa!”. Non mi scompongo “Io credo che lei e il ragazzo siate d’accordo”, a questo punto interviene il ragazzo indispettito ”Ma come si permette!”, anche gli altri giocatori al tavolo iniziano a mugugnare, guardo Jak, letteralmente impietrito, forse è l’unico oltre a me che sta capendo la gravità della situazione.
Non aspetto, cerco di impossessarmi delle carte, il ragazzo si alza e viene verso di me per aggredirmi, il dealer urla al caposala di accorrere al tavolo, intanto la ragazza fissa la mia mano che copre le sue carte. Parte il pugno, lo evito e approfitto dello sbilanciamento del ragazzo per spingerlo sul tavolo facendogli perdere l’equilibrio, dopodiché gli mollo un calcio altezza ginocchia, cade a terra dolorante e io ringrazio i giorni passati alla scuola di polizia, non è stato tempo perso.
Arriva il caposala “Cosa succede?” tuona. La ragazza aveva approfittato del trambusto per recuperare le sue carte, mentre quelle del ragazzo erano ancora al loro posto, davanti alle fiches. “I due giovani sono d’accordo, la ragazza regala i suoi soldi al ragazzo falsando il gioco al tavolo”, “E' un'accusa grave ” mi risponde il caposala, “Comunque che prove ha”; “Le carte della donna, sono sicuro che ha appena foldato un punto vincente, e sono pronto a scommettere tutto quello che ho davanti”, il caposala guarda la giovane donna, che abbassa la testa, il ragazzo nel frattempo si è ripreso e si è seduto sulla sua sedia con il ginocchio gonfio e probabilmente qualche frattura alle ossa della gamba.
Interviene Jak “Non so come mai ma ho la sensazione che in questo intrigo c’entro anch’io, quindi accetto la scommessa e copro i dodici mila euro necessari per vedere le carte della signorina”, aveva capito tutto, la ragazza ci guarda, capisce che è finita, gli altri giocatori un po’ alla volta si convincono che c’è qualche cosa che non quadra, e poi c’è l’adrenalina della mia scommessa, non sanno che quei soldi che sono anche loro. A questo punto tutti vogliono vedere le carte della donna.
La donna capisce di essere arrivata al capolinea della sua avventura nel mondo dell’omicidio, “Lei è un poliziotto vero?”, gran giocatrice “Ottima lettura della mano signorina”, il dealer, il caposala e i giocatori si guardano sempre più straniti, l’unico che più si va avanti più riacquista colore e vivacità e Jak, gli si avvicina un suo scagnozzo ”Tutto bene capo?”, “Hai presente come si può sentire uno che non sale su un aereo che poi precipita?”.
La donna continua a fissarmi, la guardo “Signorina giri le carte, se ha passato il punto vincente lei è in arresto”, la tensione è ormai sciolta, si alza in piedi e gira le carte:
Mysterion
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