In una situazione short-handed come quella descritta da Marco il range delle mani possibili si allarga a dismisura.
Lo svedese potrebbe avere qualsiasi mano decende e il bottone, pur essendo tight, potrebbe avere una mano anche "semplicemente buona" come A-J A-Q 9-9.
Ovvio che colui che fa paura e' il bottone.
La lettura che il bottone fa del cutoff è: "e' la centesima volta che lo svedese rilancia, probabilmente ha poco in mano".
E' anche vero che stiamo parlando dei due big stack al tavolo e ciò farebbe propendere per una mano legittima del bottone. Non credo che egli si avventurerebbe contro il big-stack del tavolo senza una buona mano.
Quello che mi puzza è l'importo del reraise, ovvero 2,5x. Quasi si trattasse di un voler tener dentro lo svedese. E' anche vero che un A-A o K-K in posizione contro un iper aggressivo potrebbero essere giocati il slow...
Ci sono quindi elementi che fanno pensare a una mano "semplicemente buona" e altri che fanno pensare a una monster.
Qui secondo me il confine tra il fold, il call e l'all-in e' sottilissimo. Io personalmente trascurerei il call. Investire quasi 1/3 dello stack per vedere un flop in questa fase della gara, per giunta fuori posizione, non mi piace.
La scelta dipende molto dall'immagine che abbiamo al tavolo. Se ci vedono "tight" e se riteniamo che il bottone possa buttare via mani come 9-9 10-10 J-J Q-Q allora possiamo "mandare la vasca" confidando di vincere il piatto subito. Rischiare il torneo per vincere 350k chip....mah! In un caso simile verremmo chiamati QUASI ESCLUSIVAMENTE da mani superiori (K-K A-A) oppure da Q-Q o J-J che coinflipperebbero le nostre WSOP.
Bah, credo che in quella situazione, visti i due piatti della bilancia, io peronalmente butterei via le carte nel muck e attenderei un'occasione migliore, magari prendendo l'iniziativa io rilanciando con 7-4 off contro qualche short-stack...
