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Vecchio 22-12-2007, 12:27 PM   #1 (permalink)
RickyCNM
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Lightbulb Da corriere.it: La ragazza tutto web batte il re del poker

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Campionato del mondo - L’«Economist»: è una rivoluzione
La ragazza tutto web batte il re del poker
Il titolo a una 19enne. «Ho imparato online»

NEW YORK—Che fine ha fatto il poker vecchia maniera, quella cultura tutta macho e al testosterone immortalata da film hollywoodiani quali «La Stangata», «Il giocatore» e «Cincinnati Kid»? Sono in molti a chiederselo dopo che Annette Obrestad, una ragazza norvegese di 19 anni acqua e sapone, ha stracciato il settantenne Doyle Brunson, coriaceo veterano dei casinò di Las Vegas, sottraendogli il titolo di campione mondiale di poker. Per gli aficionados americani dello sport, da decenni sinonimo di stanze fumose, gangster, whisky e pupe discinte, è un vero e proprio shock culturale. «A Big Deal», titola The Economist, giocando sul doppio senso del termine pokeristico. Sì perché fino a ieri Doyle Brunson era la leggenda incontrastata del poker a stelle e strisce.

Due volte vincitore del World Series of Poker (WSOP) il più prestigioso campionato di poker disputato ogni anno a Las Vegas, il fuoriclasse— noto col soprannome di «Texas Dolly » per la sua divisa texana stile George Bush —è tra l’altro autore di «Super System: A Course in Power Poker», la bibbia del pokeristi Usa. Dopo aver sconfitto un tumore, bollato «terminale » dai medici, negli anni ’60 Branson ha celebrato il suo ritorno al gioco con 53 vittorie consecutive: un record. Finché la sbarazzina Obrestad è entrata in scena, battendo il vecchio maestro—e 361 altri concorrenti—portandosi a casa l’ambitissimo premio di due milioni di dollari. La più giovane donna della storia a meritarsi l’onore. Più che una vittoria è stato un terremoto. «Dimostra quanto è cambiato questo sport rispetto al passato», teorizza l’Economist. Il «praticantato » della Obrestad, si scopre, non è avvenuto attorno a un tavolo da gioco come accadeva in passato, ma su Internet. Non a caso la stampa specializzata parla di lei usando il suo nickname online: annette_15.

«La sua vittoria è una strabiliante pietra miliare negli annali del poker—afferma lo storico del poker Jim McManus —. Dimostra quanto profondamente è cambiato». Se un tempo il gioco era praticato soprattutto da uomini over-50, i nuovi adepti oggi sono tutti giovanissimi che coltivano la loro passione grazie alla marea di libri, blog, Dvd e siti online che l’hanno resa accessibile, attraente, semplice da capire e praticare. «Ai miei tempi dovevi sudare al tavolo per anni, prima di diventare bravo—racconta Howard Lederer, detto "il professore", da anni giocatore professionista —. Adesso basta un pc, tanto entusiasmo e voglia di imparare». La prima sfida dei «poker-nauti» alla vecchia guardia risale al 2003, quando Chris Moneymaker, sconosciuto contabile del Tennessee, vinse il campionato mondiale dopo essersi qualificato ad una gara via satellite lanciata da un sito poker.

Per partecipare, Moneymaker sborsò una tariffa di soli 40 dollari. Una bazzecola se paragonata ai 10 mila dollari imposti ai professionisti dalle competizioni tradizionali. Ciò non gli ha impedito di portare a casa l’ambitissimo premio: due milioni e mezzo di dollari in contanti. Dopo la sua inattesa vittoria quasi 9 mila aspiranti campioni hanno fatto domanda per partecipare ai campionati del 2006, contro soltanto 512 del 2000. A far salire la febbre del poker sono poi star del cinema quali Ben Affleck, Toby Maguire, Jack Nicholson e James Woods, tutti patiti sfegatati del gioco e frequentatori abituali di siti come Full Tilt Poker e Poker Stars, visitati quotidianamente da decine di migliaia di fan. Sono loro le star di uno degli show più popolari della tv Usa, Celebrity Poker, dove gli attori di Hollywood gareggiano tra di loro mentre il pubblico da casa segue ogni loro mossa, grazie alla telecamera posta sotto al tavolino di vetro che ne rivela le carte.

Alessandra Farkas
22 dicembre 2007
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