Bei replies, nessuno escluso.
L'idea di Gubbio è ottima ma non vorrei che poi la nostra voglia e passione per il poker venga scambiata per base su cui setacciare denaro.
Non dimentichiamo, i governanti pensano di noi: "Vogliono giocare a poker? E che paghino....."
Trovo giusto che lo Stato becchi una percentuale ma deve essere proporzionata.
Supponiamo un torneo da 1000 euro di buy-in (+ 100 di fee, esentasse, ovvio).
Una percentuale del 3% su tutto il montepremi mi sembrerebbe congura (con 100 partecipanti sono 3000 euruzzi che lo Stato si incamererebbe senza muovere un dito).
L'organizzatore dovrebbe essere persona iscritta ad uno speciale Albo in cui si devono registrare tutti i partecipanti tramite carta d'indentità (per ragioni sia fiscali sia di controllo). Una eventuale evasione della percentuale allo Stato sarebbe stupida e controproducente. La tassa verrebbe versata direttamente dall'organizzatore al Comune di riferimento dellà città ospite del torneo.
Per il momento scarterei il cash game poiché molto meno controllabile (bisognerebbe informarsi su come fanno gli altri Stati).
Prodi sarebbe contento, noi pure, si creano posti di lavoro (dealers, attività di catering, etc), si potrebbero inserire sponsors adeguati all'argomento che aumenterebbero gli introiti degli organizzatori (il fee è troppo poco per sostenere le spese).
Speriamo bene.
In piu', anche se suona innaturale e sdolcinato, una percentuale potrebbe andare alle Charities (Unicef, Ricerca su malattie varie, etc).
Sarebbe una proposta cosi' delinquenziale?
Ciaooooo
Trevix