Visualizza un messaggio singolo
Vecchio 22-11-2006, 01:13 AM   #1 (permalink)
trevix
tris
 
Data di registrazione: Jul 2006
Messaggi: 384
LA CLASSIFICA DEI MIGLIORI DEL MONDO

Ecco la mia classifica dei migliori giocatori di Texas Hold'em NO LIMIT TORNEI nel mondo.
Escludo gli italiani per ovvi motivi (e' notorio che il mio preferito, di gran lunga, e' Roberto Binelli).

E' difficile fare una classifica dei migliori di tutti i tempi (basti pensare che la Gazzetta dello Sport ha piazzato Schumacker al 2° posto ma e' ovvio che mettendo Fangio al primo avranno avuto i loro sacrosanti motivi) ma e' divertente provarci.

Al primo posto e con un distacco abissale metterei Stu "The Kid" Ungar. Il call conosicuto piu' grande della storia (apparira' sul prossimo numero diPoker Sportivo, da non perdere) e' il suo. Certo, il field della sua epoca non era infestato dai calibri aggressivi e vincenti di oggi, ma la sua conoscenza del gioco in generale (era il numero uno di Gin Rummy, era un abilissimo counter al Black Jack, etc), il suo talento, la sua lettura degli avversari resta, per me, inarrivabile.

Un meritato secondo posto va al pioniere e al nonno-padre di tutti noi: Doyle "Dolly" Brunson. Ha 10 braccialetti e ha scritto il primo libro sul poker. Ha iniziato i ldiscorso dell'importanza dell'aggressivita' al tavolo che resta il caposaldo di un poker vincente, soprattutto ai giorni nostri. Un mito.

Terzo, il grande Johnny "Orient Express" Chan. Vincere due titoli consecutivi del WSOP Main Event e piazzarsi secondo (per una carta!) l'anno successivo e' impresa impossibile da ripetere (anche se il field non fosse di 8000 giocatori ma solo di 200-300 l'impresa rasenta l'impossibilita'). Gran rispetto per l'amante dell'agrume arancione.

Al quarto posto purtoppo devo mettere Phil Hellmuth jr. Ineducato, strafottente, aggressivo verbalmente in ogni giocata persa e anche vinta. Da sperare di non averlo al tavolo (o averlo con un I-pod sparato al massimo volume). I suoi dieci braccialetti pero' significano che non e' un caso se e' un vincente.

Al quarto posto (per ora) a pari merito metterei il robot Phil Ivey. In ogni torneo che gioca da' l'impressione di avere sempre la best hand e il controllo che ha sul tavolo, forse, e' il migliore in assoluto. Per sua sfortuna (per modo di dire) anche lui cade nell'oblio delle carte e ogni tanto fa giocate molto discutibili (vedi torneo di Lake Tahoe, perso contro Jeff Lisandro nonostante il suo stack mostruoso).

Al quinto, udite udite, dopo gran studio su molte mani che ha giocato viste su ESPN special (comperato negli USA) piazzo Chris Moneymaker. La sua vittoria nel 2003 e' molto piu' di un caso. Fortunatissimo, certo (ricordate la pescata di un 8 al turn contro i due Assi di H. Brenes!).
Il suo bluff su Sam Farha (che non e' l'ultimo arrivato) e' stato definito da molti esperti come il bluff del secolo. Mi associo.

Al sesto posto ci sono molti nomi che meriterebbero il pari merito e sono (eccetto qualcuno) tutti giocatori giovani con molto talento.
Spicca Gus Hansen inventore (anzi seguace) del "any two cards can win" oppure del "are you sure you want to call this bet?". Fortunato sicuramente ma con la stessa fortuna moltissimi giocatori non avrebbero vinto 3 WPT.
Un altro mio preferito e' Hoyt Corkins di cui ho avuto la fortuna di ammirare negli USA moltissimi tornei cui ha partecipato. Molto aggressivo ma capace (ed e' molto difficile) di abbandonare la mano anche con carte molto forti (gli ho visto foldare la scala nuts dopo un all-in di un board che mostrava 2 running carte a colore..e, naturalmente, aveva visto giusto).
Eric Lindgren e' un altro che va studiato. Ha un approccio fantastico che in alcune giocate assomiglia allo stile di Roberto Binelli. Molto molto difficile da leggere.
Un altro ottimo giocatore e' Phil Gordon, autore di 3 ottimi libri sul no limit. Anche qui', grande lettura degli avversari (ok, e' il mio topic preferito) e grande senso strategico. Da osservare.
Completamente diverso dai precedenti lo stile di Dan Harrington. L'anziano giocatore dimostra come anche con uno stile molto tight si possa aver successo. Un suo bluff al main Event del 2003 e' uno dei miei "preferiti". I suoi libri, invece, non mi hanno entusiasmato. Con le tecniche che consiglia non farebbe molta strada in un EPT, forse.
Marcel Luske e' un altro "prodigio" pokeristico. L'ho visto in azione a Las Vegas agli WSOP e ha piazzato un bluff incredibile con 4 giocatori in gioco che avevano mostrato forza.
John Hachem ha dimostrato ampiamente che la sua vittoria nel 2005 non e' stata un caso. Anche qui' giova osservare e studiare le mani in TV che ha eseguito quest'anno.
Allen Cunningham e' una miscela di aggressivita' controllata piacevolissima da guardare (e per imparare).
TJ CLoutier (a differenza di Hellmuth e Brunson) si e' un po' perso con lo strapotere dei "new aggressive kids" ma resta un grande giocatore.
Barry Greenstein oltre che per il suo impegno ammirevole per i bambini poveri e ammalati (andrebbe messo al numero 1 per questo!) gioca un ottimo poker. In piu' e', forse, il migliore in assoluto in tutte le forme di poker.
Howard Lederer fa impressione per la minuziosita' con cui analizza le varie giocate. Non a caso e' soprannominato "the Professor".
Annie Duke, la sorella, con cui ho avuto il piacere di giocare a Vienna nel marzo scorso (e relativa mano che ho perso ) ha adottato tutti gli insegnamenti del fratello ma globalmente la vedo un po' troppo timida.
In caduta e anche un po' sfortunato ultimamente c'e' Daniel Negreanu. Osservandolo sembra che abbia un po' di rassegnazione nelle giocate. Forse gli pesa il fattore "bad luck". Comunque sempre grande.

Ovviamente sono stati omessi moltissimi altri campioni ma essendo una classifica personalissima, basata soprattutto sull'osservazione dal vivo e in TV delle mani giocate, cio' era naturale.
Escludo pero' categoricamente tutti quei giocatori iperaggressivi modello "ball cap kids" cioe' la schiera di scandinavi e affini che gioca un poker molto spregiudicato e aggressivo (e quindi vincente) ma che analizzano poco (almeno cosi' sembra) le varie giocate. La loro arma vincente sembra essere la cifra buttata sul tavolo e la speranza di pescare (sono i re del semi-bluff e anche del.......pescaggio relativo).
La mano abbandonata preflop (correttamente) da Dario Minieri (Q-10 vs Q3 dell'avversario!) e' un esempio classico. Nessuno dei giocatori citati come primi in classifica avrebbe fatto una mossa del genere eppure....e' risultata vincente. Mah.

Gradirei commenti sulle vostre classifiche personali, sempre se ne avete voglia.

Ciaooo

Trevix

Non importa se si vince o si perde una mano, l'importante è aver fatto la cosa giusta
trevix non è in linea   Rispondi citando