Ciao Andrea, scusa se mi permetto di dissentire sul discorso del tetto massimo: lo Stato (notare che l'ho scritto con la S maiuscola... perche' cosi' DOVREBBE essere... vabbe'!) ha si' il compito di emanare leggi per il
bene comune, ma non puo' certo diventare una sorta di Grande Fratello (quello di Orwell ovviamente)!
Mi pare che di Gestapo e Stasi ne abbiamo avuto abbastanza, no!??!
Il cittadino dovra' pur avere la sua liberta' individuale: se una persona e' autolesionista o autodistruttiva, in un modo o in un altro cerchera' di farsi del male; lo Stato cosa dovrebbe fare allora? Mettere un carabiniere a fianco di ogni cittadino

Scusa il panegirico, ma spero che il senso del discorso sia arrivato.
Seconda cosa da non trascurare e' il rapporto tra il reddito ed il tetto massimo: quanto puo' scommettere un giocatore di calcio di serie A? E quanto un operaio? Sarebbe impossibile stabilirlo, non credi?
Per concludere, l'unica strada percorribile che intravedo e' questa: lo Stato dovrebbe adoperarsi per rendere il cittadino piu' consapevole rispetto al gioco, sia quello d'azzardo che quello di abilita', ed ai rischi che questo comporta (c'e' ancora gente che pensa che i videopoker nei bar siano giochi di abilita', e che i software di Texas "compensino" pocket card fortissime con flop di carte basse...), invece di far crescere l'attrattiva per lotterie, lotto e gratta e vinci, che sono introiti diretti per le casse dello Stato, per non dire di peggio...
Se fate una cinquina al lotto quanto vincete in proporzione a quanto avete speso

Avete mai calcolato le "pot-odds" ?!?!
Ad maiora