Charlie stava camminando lungo il marciapiede che respingeva fumi di vapore a tratti, contrasto tra l’asfalto ancora caldo per la giornata di sole ed il fulmineo acquazzone da poco sopito.
La luna stava prendendo il sopravvento su un ormai sbiadito arcobaleno esattamente quanto i pensieri vacui in Charlie.
Totalmente assorta, sobbalza all’invadente squillo del suo cellulare.
“Si, pronto? Ciao Mark! …Come? Sei sotto casa mia? Io sono uscita da pochissimo per raggiungere gli altri ed andare da George…..si lungo la strada principale. Ok ti aspetto al bar all’angolo…Ciao!”
Un sorriso si stampa sul volto ed i rumori della strada divengono musica ritmica. Ma Charlie si sente comunque scossa ed irrequieta.
- Chissà come mai Mark avrà voluto passare da lei prima di ritrovarsi tutti, come mai non l’ha avvisata prima? Come mai…? Quante paranoie assurde Charlie! Ridestati, sei una rounder, non una mammola! –
In fin dei conti erano solo 2 mesi che si conoscevano. Una conoscenza costruita tra sorrisi, scherni e gestualità ambigue che si liberavano nell’aria maliziose.
Il momento che più accompagnava i suoi pensieri durante le ultime due settimane era il passaggio delle carte tra lei e Mark. Quel sottile sfiorarsi dei polpastrelli, guardandosi negli occhi. Istanti impercettibili eppure così prolungati nei sensi da mettere a fuoco la passione. Un tenero sorriso congedava ogni volta quel gioco così ben celato agli sguardi degli altri.
Seduta a lato di un tavolino, le gambe ad accavallarsi ripetutamente senza trovare pace, Charlie attende l’arrivo di Mark.
Un lieve sospiro a scaldare il lobo la fa arrossire, si volge a lui e gli sorride ammutolita da un battito irregolare.
“Ogni volta che ti vedo sei sempre più bella! Oltretutto questo colorito di un rosa più intenso sulle guance ti dona molto” un sorriso smagliante asseconda la frase.
“Ecco ci siamo, mi stai già rilanciando in apertura con queste frasi ad effetto. Io foldo caro il mio bel latin lover!”
Una sonora risata inizia a pervadere i due che si siedono a bere un quanto mai anticipato whisky torbato.
Mark inizia a raccontarsi, a chiedere di lei che replica con enfasi e curiosità. La partita può attendere. Il sit-go subirà un ritardo.
Posto anche la prima puntata che è collocata altrove nel forum...per i pochi interessati
Quote:
Come ogni venerdì sera Frank, Colin e Charlotte si apprestavano ad uscire di casa con la medesima meta. Il Circolo dei Pokeristi Estinti.
Lo avevano rinominato così lo scantinato di George, da quando 5 anni prima lo avevano occupato per la prima volta nonostante le rimostranze del padrone di casa. Per convincerlo gli avevano promesso l'arrivo imminente di un tavolo da torneo con valigia professionale. Poi si erano spinti ben oltre ridipingendolo a loro gusto e creando anche una piccola zona bar dove sfogare le bad beat o festeggiare i "furti" agli amici.
Inizialmente si giocava più per divertimento e sfottò vari tra di loro. Oltretutto Charlotte, detta Charlie da tutti per il suo carattere e le passioni da maschiaccio, era talmente bella che risultava impossibile spillarle qualche spicciolo, totalmente distratti dai suoi sguardi maliziosi o timidi e dolci piazzati nelle mani giuste, quando serviva vincere. Charlie si che ci sapeva fare!
Li aveva inquadrati tutti sin dal primo giorno in cui li aveva conosciuti, qualche anno prima nell'anno del diploma. Frank, burbero e sicuro di sè all'apparenza era un orsacchiotto bisognoso di miele, Colin estroverso e giocherellone ma spesso distaccato dai sentimenti più profondi quasi certamente nascondeva la sua omosessualità. George, beh George era il classico timido romanticone, viso da bravo ragazzo, forse troppo.
E proprio George aveva un debole irrefrenabile per Charlie. Spesso si imbambolava nelle ore trascorse a ridere, bere e fumare tra una mano e l'altra, foldando quando non doveva e chiamando le puntate di Charlie a perdere.
Questo idillio dei quattro era durato per circa 3 anni e mezzo mantenendo sempre immutati gli equilibri di un'amicizia profonda.
Poi una sera Colin aveva portato un amico a giocare, la settimana successiva era stato Frank a fidelizzarne un altro ed infine, un mese più tardi proprio George aveva introdotto nell'ormai Club dei Pokeristi Estinti il suo compagno di lavoro Mark.
Mark subito si era messo in evidenza per la sua solarità, per le capacità di analisi e studio psicologico degli avversari ed infine aveva introdotto una variante significativa. Era finita l'era del Poker americano. Ora si giocava e si studiava sul Texas Hold'em!
Charlie non riusciva ad inquadrarlo come giocatore e nemmeno a pieno come uomo, in poche parole se ne stava infatuando. George, da sempre chiuso nella scatola della passione per Charlie lo aveva capito e ne soffriva.
Il gioco stava per trasformarsi. Il divertimento avrebbe lasciato strada a nuovi orizzonti, quelli della lotta tra gatti innamorati e quella dei sogni di gloria e ricchezza.....
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